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	Commenti a: Yoga e dolore: interpretare, non reagire	</title>
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	<description>Scuola biennale e corso annuale metodo AnatomYoga® per diventare insegnante di yoga</description>
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		Di: ga		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[ga]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 09 Jan 2013 22:24:40 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Grazie a te Giusy...io e Paolo ce la mettiamo tutta :)]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Grazie a te Giusy&#8230;io e Paolo ce la mettiamo tutta 🙂</p>
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		Di: giusy		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[giusy]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 09 Jan 2013 18:02:12 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[E&#039; sempre carino leggere gli articoli di Ga e i commenti di Paolo! Grazie per gli spunti di riflessione che arrivano sempre. Credo che sia vera l&#039;affermazione di Paolo che nel corpo è registrato tutto il nostro passato e credo che, spesso siamo vittime di disagi di ordine emotivo, psicilogici e/o fisici che provengono dalle generazioni precedenti. Forse mai come in questo periodo vi è stato questo grande fermento verso la ricerca interiore e la presa di coscienza e consapevolezza e costruzione del Senso di Sè. Ben vengano quindi i dolori se sono tendenti a renderci più consapevoli, ad orientarci verso la rimozione di disagi fisici ed emotivi e quindi a liberarci di qualche zavorra non più necessaria per i tempi e le generazioni a venire. Per stare più nel tema con lo Yoga, durante e dopo la lezione siamo in grado di sentire e percepire, come giustamente dice Ga. Grazie!!]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>E&#8217; sempre carino leggere gli articoli di Ga e i commenti di Paolo! Grazie per gli spunti di riflessione che arrivano sempre. Credo che sia vera l&#8217;affermazione di Paolo che nel corpo è registrato tutto il nostro passato e credo che, spesso siamo vittime di disagi di ordine emotivo, psicilogici e/o fisici che provengono dalle generazioni precedenti. Forse mai come in questo periodo vi è stato questo grande fermento verso la ricerca interiore e la presa di coscienza e consapevolezza e costruzione del Senso di Sè. Ben vengano quindi i dolori se sono tendenti a renderci più consapevoli, ad orientarci verso la rimozione di disagi fisici ed emotivi e quindi a liberarci di qualche zavorra non più necessaria per i tempi e le generazioni a venire. Per stare più nel tema con lo Yoga, durante e dopo la lezione siamo in grado di sentire e percepire, come giustamente dice Ga. Grazie!!</p>
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		<title>
		Di: ga		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[ga]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 09 Jan 2013 10:48:55 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Giusta osservazione la tua Paolo, le nostre memorie, che in forma teorica sono quelle che ci dovrebbero dar modo di &quot;vivere&quot; meglio, spesso invece nella pratica ci si abbattono addosso come macigni. 
Noi, nel nostro piccolo, cerchiamo attraverso lo Yoga e la consapevolezza del nostro corpo, di ricrearne di nuove in modo che il corpo possa risollevarsi da questo torpore, mentre gli studi clinici sempre più attenti ci danno ogni giorno conferma del nostro fare.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Giusta osservazione la tua Paolo, le nostre memorie, che in forma teorica sono quelle che ci dovrebbero dar modo di &#8220;vivere&#8221; meglio, spesso invece nella pratica ci si abbattono addosso come macigni.<br />
Noi, nel nostro piccolo, cerchiamo attraverso lo Yoga e la consapevolezza del nostro corpo, di ricrearne di nuove in modo che il corpo possa risollevarsi da questo torpore, mentre gli studi clinici sempre più attenti ci danno ogni giorno conferma del nostro fare.</p>
]]></content:encoded>
		
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		<title>
		Di: paolo		</title>
		<link>https://anatomyoga.it/il-dolore/#comment-1694</link>

		<dc:creator><![CDATA[paolo]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 09 Jan 2013 08:43:22 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Al di là della riflessione sulla funzione positiva del dolore in quanto segnale e stimolo cognitivo, questo articolo mi suscita anche altri pensieri. 
Mi fa pensare da un lato a come negli ultimi decenni (o forse secoli, non so) vi sia stata una progressiva &quot;desensibilizzazione&quot; del corpo umano, costretto sempre più in luoghi chiusi ed angusti, corpo divenuto quasi superfluo rispetto alle tecnologie che compiono il lavoro per noi (pensiamo al lavoro tipico di oggi, seduti di fronte ad un monitor o ad altri apparecchi tecnici). 
Dall&#039;altro lato, sappiamo invece come molte ricerche scientifiche nel campo delle psicologie e delle neuroscienze tendano oggi a sottolineare che non vi è vita psichica senza vita corporea; che nel corpo è registrato tutto il nostro passato, e che noi tendiamo inconsapevolmente a riprodurre atteggiamenti sedimentati e fissati, in un modo di respirare (o di non respirare), nelle posture e movenze, ecc. (questo Gaetano ce lo dici spesso anche tu).
Per cui giustamente nell&#039;articolo citato sulla bimba &#039;insensibile&#039;, ci si chiede a quali conseguenze emotive/psicologiche potrà condurre tale incapacità di provare dolore fisico...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Al di là della riflessione sulla funzione positiva del dolore in quanto segnale e stimolo cognitivo, questo articolo mi suscita anche altri pensieri.<br />
Mi fa pensare da un lato a come negli ultimi decenni (o forse secoli, non so) vi sia stata una progressiva &#8220;desensibilizzazione&#8221; del corpo umano, costretto sempre più in luoghi chiusi ed angusti, corpo divenuto quasi superfluo rispetto alle tecnologie che compiono il lavoro per noi (pensiamo al lavoro tipico di oggi, seduti di fronte ad un monitor o ad altri apparecchi tecnici).<br />
Dall&#8217;altro lato, sappiamo invece come molte ricerche scientifiche nel campo delle psicologie e delle neuroscienze tendano oggi a sottolineare che non vi è vita psichica senza vita corporea; che nel corpo è registrato tutto il nostro passato, e che noi tendiamo inconsapevolmente a riprodurre atteggiamenti sedimentati e fissati, in un modo di respirare (o di non respirare), nelle posture e movenze, ecc. (questo Gaetano ce lo dici spesso anche tu).<br />
Per cui giustamente nell&#8217;articolo citato sulla bimba &#8216;insensibile&#8217;, ci si chiede a quali conseguenze emotive/psicologiche potrà condurre tale incapacità di provare dolore fisico&#8230;</p>
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