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	Commenti a: L&#8217;ingranaggio	</title>
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	<description>Scuola biennale e corso annuale metodo AnatomYoga® per diventare insegnante di yoga</description>
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		<title>
		Di: ga		</title>
		<link>https://anatomyoga.it/lingranaggio/#comment-1670</link>

		<dc:creator><![CDATA[ga]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 18 Oct 2012 10:42:10 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.studioequilibri.it/blog/?p=407#comment-1670</guid>

					<description><![CDATA[Grazie Paolo del tuo preciso commento. Sono d&#039;accordo con te sul fatto che è come NOI ci vediamo che interpretiamo la nostra vita e di conseguenza anche gli aspetti patologici. Ho letto poco tempo fa questa frase in rete di un mio collega Osteopata che scrive: &quot;Le malattie NON ESISTONO, esistono solo le migliori risposte fisiologiche che un organismo può dare in quell&#039;istante, nelle condizioni in cui si trova, quando avvengono determinati processi metabolici. Le risposte sono più o meno eclatanti a seconda del suo stato neurovegetativo&quot; che letta così può sembrare un tantino esagerata e priva di logica, (la nostra logica, che prevede il dare sempre una risposta alla “patologia” in modo cruento e diretto, spegnendo il segnale che il corpo ci invia senza mai andare a verificare gli aspetti lontani dalla patologia che possono averla provocata) ma che se riletta con l’insegnamento che lo Yoga ci da, cioè ascoltare il nostro corpo non solo quando è lui che chiama ma sempre ed in ogni momento creando un&#039;armonia tra il nostro sistema neurovegetativo simpatico e parasimpatico, può dare risposta al tuo ultimo quesito. 
La mia risposta allo stesso è, SI lo Yoga funziona perché noi lo facciamo funzionare decidendo e cercando di entrare nel nostro sistema, arrendendoci all’evidenza eclatante dello stesso, lasciando che le cose che avvengono possano accadere senza forzare o frenare nulla. 
Per l’altro tuo quesito non credo che lo stato depressivo descritto in questi simpatici articoletti possa essere definito patologico a livello cerebrale, ma penso che alcune malattie degenerative a livello centrale possano creare questo stato dell’IGNORARE, e di riflesso quello che diceva Spinoza può essere rafforzato e mi trova concorde.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Grazie Paolo del tuo preciso commento. Sono d&#8217;accordo con te sul fatto che è come NOI ci vediamo che interpretiamo la nostra vita e di conseguenza anche gli aspetti patologici. Ho letto poco tempo fa questa frase in rete di un mio collega Osteopata che scrive: &#8220;Le malattie NON ESISTONO, esistono solo le migliori risposte fisiologiche che un organismo può dare in quell&#8217;istante, nelle condizioni in cui si trova, quando avvengono determinati processi metabolici. Le risposte sono più o meno eclatanti a seconda del suo stato neurovegetativo&#8221; che letta così può sembrare un tantino esagerata e priva di logica, (la nostra logica, che prevede il dare sempre una risposta alla “patologia” in modo cruento e diretto, spegnendo il segnale che il corpo ci invia senza mai andare a verificare gli aspetti lontani dalla patologia che possono averla provocata) ma che se riletta con l’insegnamento che lo Yoga ci da, cioè ascoltare il nostro corpo non solo quando è lui che chiama ma sempre ed in ogni momento creando un&#8217;armonia tra il nostro sistema neurovegetativo simpatico e parasimpatico, può dare risposta al tuo ultimo quesito.<br />
La mia risposta allo stesso è, SI lo Yoga funziona perché noi lo facciamo funzionare decidendo e cercando di entrare nel nostro sistema, arrendendoci all’evidenza eclatante dello stesso, lasciando che le cose che avvengono possano accadere senza forzare o frenare nulla.<br />
Per l’altro tuo quesito non credo che lo stato depressivo descritto in questi simpatici articoletti possa essere definito patologico a livello cerebrale, ma penso che alcune malattie degenerative a livello centrale possano creare questo stato dell’IGNORARE, e di riflesso quello che diceva Spinoza può essere rafforzato e mi trova concorde.</p>
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		<title>
		Di: paolo		</title>
		<link>https://anatomyoga.it/lingranaggio/#comment-1669</link>

		<dc:creator><![CDATA[paolo]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 17 Oct 2012 11:45:34 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Interessante quello che dici, Gaetano.
Non entro nel merito della depressione, che non conosco; per cui solo un piccolo commento ed alcune domande.
La ricerca sta scoprendo e dimostrando scientificamente dati che in fondo l&#039;uomo (per lo meno l&#039;uomo &quot;saggio&quot;) sa da sempre. 
La correlazione simmetrica tra corpo e mente è una di queste. In tempi moderni e per rimanere in Europa, già Spinoza, nel &#039;600, pensava che corpo e mente sono letteralmente la stessa cosa, solo osservata da punti di vista differenti. In altre parole, la realtà è unica ed interconnessa; ciò che varia è il nostro modo di osservarla. 
In effetti, alla fine è SEMPRE questione di COME osserviamo noi stessi e gli altri. Sempre Spinoza sosteneva che la non-salute (più in generale la non-felicità) sarebbe questione di una errata o inadeguata conoscenza della realtà. Solo conoscendo adeguatamente la realtà (non solo o non necessariamente in senso intellettuale) io posso controllarla (ed eventualmente controllare ciò che di patologico vi è in me).
Fatte salve naturalmente tutte le possibili disfunzioni organico-cerebrali, forse nella depressione ed in generale nelle patologie &quot;mentali&quot; potrebbe esservi letteralmente un vivere &quot;ignorando&quot;? ... 
Lo yoga funziona e può aiutare chi sta male perché presuppone non solo la coincidenza tra corpo e mente ma anche tra conoscenza (di sè e del proprio corpo) e &quot;salute&quot;?...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Interessante quello che dici, Gaetano.<br />
Non entro nel merito della depressione, che non conosco; per cui solo un piccolo commento ed alcune domande.<br />
La ricerca sta scoprendo e dimostrando scientificamente dati che in fondo l&#8217;uomo (per lo meno l&#8217;uomo &#8220;saggio&#8221;) sa da sempre.<br />
La correlazione simmetrica tra corpo e mente è una di queste. In tempi moderni e per rimanere in Europa, già Spinoza, nel &#8216;600, pensava che corpo e mente sono letteralmente la stessa cosa, solo osservata da punti di vista differenti. In altre parole, la realtà è unica ed interconnessa; ciò che varia è il nostro modo di osservarla.<br />
In effetti, alla fine è SEMPRE questione di COME osserviamo noi stessi e gli altri. Sempre Spinoza sosteneva che la non-salute (più in generale la non-felicità) sarebbe questione di una errata o inadeguata conoscenza della realtà. Solo conoscendo adeguatamente la realtà (non solo o non necessariamente in senso intellettuale) io posso controllarla (ed eventualmente controllare ciò che di patologico vi è in me).<br />
Fatte salve naturalmente tutte le possibili disfunzioni organico-cerebrali, forse nella depressione ed in generale nelle patologie &#8220;mentali&#8221; potrebbe esservi letteralmente un vivere &#8220;ignorando&#8221;? &#8230;<br />
Lo yoga funziona e può aiutare chi sta male perché presuppone non solo la coincidenza tra corpo e mente ma anche tra conoscenza (di sè e del proprio corpo) e &#8220;salute&#8221;?&#8230;</p>
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