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	Commenti a: Meditare nel caos	</title>
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	<description>Scuola biennale e corso annuale metodo AnatomYoga® per diventare insegnante di yoga</description>
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		<title>
		Di: ga		</title>
		<link>https://anatomyoga.it/meditare-nel-caos/#comment-1745</link>

		<dc:creator><![CDATA[ga]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 12 Feb 2014 18:14:15 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Grazie Ulpiana della tua precisazione, io penso che, in modi diversi di espressione, tutti si volesse scrivere e significare la stessa cosa. Fermo restando che credo, anzi ne sono certo, ogni espressione debba  essere in ogni caso amalgamata con le altre, per poter creare un giusto equilibrio nei confronti della ricerca. Il nostro corpo nel microcosmo in cui vive è abbastanza autonomo, noi con lo yoga e la meditazione cerchiamo solo di dargli una mano. 
Il tutto è in sintonia con le reti di relazione che citi in coda, il corpo è una fitta rete di sistemi che vivono in simbiosi, alle volte si è dominati alle volte si può cercare di andare oltre la passività cercando di risvegliare molti sistemi che per convenienza autonoma sono sopiti. Quello che accade all’interno nel nostro corpo, accade anche all’esterno ;)]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Grazie Ulpiana della tua precisazione, io penso che, in modi diversi di espressione, tutti si volesse scrivere e significare la stessa cosa. Fermo restando che credo, anzi ne sono certo, ogni espressione debba  essere in ogni caso amalgamata con le altre, per poter creare un giusto equilibrio nei confronti della ricerca. Il nostro corpo nel microcosmo in cui vive è abbastanza autonomo, noi con lo yoga e la meditazione cerchiamo solo di dargli una mano.<br />
Il tutto è in sintonia con le reti di relazione che citi in coda, il corpo è una fitta rete di sistemi che vivono in simbiosi, alle volte si è dominati alle volte si può cercare di andare oltre la passività cercando di risvegliare molti sistemi che per convenienza autonoma sono sopiti. Quello che accade all’interno nel nostro corpo, accade anche all’esterno 😉</p>
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		<title>
		Di: u.		</title>
		<link>https://anatomyoga.it/meditare-nel-caos/#comment-1744</link>

		<dc:creator><![CDATA[u.]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 07 Feb 2014 10:01:24 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Grazie del confronto! Complicato… 
Provo a partire dal concetto che tutte e tre condividiamo ma che allo tesso tempo vediamo da prospettive diverse: la necessità di cambiare.
Semplifico (correggetemi se sbaglio), per Paolo questo cambiamento deve avvenire attraverso un processo di ricerca che influenzi e modifichi la visione stessa che abbiamo della nostra vita. E questo processo può attingere dagli strumenti che la pratica yogica offre.
Per Gaetano il cambiamento è intrinseco in tutto quello che accade e di conseguenza la necessità di meditare per ritrovare un equilibrio è imprescindibile. Diventa quindi fondamentale metterla in atto abbattendo i nostri schemi siano quelli legati alla visione che abbiamo sulla vita sia sul nostro modo di vivere.
Per me invece il cambiamento deve essere funzionale alla vita intensa nel suo senso biologico ovvero di una costituzione di sistemi, capace di mantenersi in una situazione di equilibrio dinamico. In questo senso la capacità di sviluppo, di autoregolazione, di metabolizzazione, di reattività, di riproduzione ecc., è già li… dobbiamo solo ascoltarlo, scoprirlo! 
Il comune denominatore che abbiamo quindi è quello di un cambiamento radicale, profondo ma consapevole che in tutte e tre i casi deve partire da noi e dalla nostra capacità di meditare.
E pensare che abbiamo valutato solo la dinamicità come variabile… se consideriamo che viviamo in una rete di relazioni che ci influenzano profondamente e che a nostra volta influenziamo, la complessità aumenta :)]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Grazie del confronto! Complicato…<br />
Provo a partire dal concetto che tutte e tre condividiamo ma che allo tesso tempo vediamo da prospettive diverse: la necessità di cambiare.<br />
Semplifico (correggetemi se sbaglio), per Paolo questo cambiamento deve avvenire attraverso un processo di ricerca che influenzi e modifichi la visione stessa che abbiamo della nostra vita. E questo processo può attingere dagli strumenti che la pratica yogica offre.<br />
Per Gaetano il cambiamento è intrinseco in tutto quello che accade e di conseguenza la necessità di meditare per ritrovare un equilibrio è imprescindibile. Diventa quindi fondamentale metterla in atto abbattendo i nostri schemi siano quelli legati alla visione che abbiamo sulla vita sia sul nostro modo di vivere.<br />
Per me invece il cambiamento deve essere funzionale alla vita intensa nel suo senso biologico ovvero di una costituzione di sistemi, capace di mantenersi in una situazione di equilibrio dinamico. In questo senso la capacità di sviluppo, di autoregolazione, di metabolizzazione, di reattività, di riproduzione ecc., è già li… dobbiamo solo ascoltarlo, scoprirlo!<br />
Il comune denominatore che abbiamo quindi è quello di un cambiamento radicale, profondo ma consapevole che in tutte e tre i casi deve partire da noi e dalla nostra capacità di meditare.<br />
E pensare che abbiamo valutato solo la dinamicità come variabile… se consideriamo che viviamo in una rete di relazioni che ci influenzano profondamente e che a nostra volta influenziamo, la complessità aumenta 🙂</p>
]]></content:encoded>
		
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		<title>
		Di: ga		</title>
		<link>https://anatomyoga.it/meditare-nel-caos/#comment-1743</link>

		<dc:creator><![CDATA[ga]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 05 Feb 2014 18:45:05 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Grazie Paolo della tua riflessione, d&#039;accordissimo con te sulle nostre responsabilità e sui nostri pregiudizi rispetto la vita che pensiamo di vivere. Trovare &quot;pace&quot; come dici tu non è cosa semplice, nulla credo sia semplice finchè lo si considera tale, provare e cercare di andare oltre ai nostri schemi forse ci potrà aiutare. Citando frasi storiche, Mao Tse Tung diceva: 
Un lungo cammino,inizia sempre con un piccolo passo. Aggiungo io...basta però iniziarlo!]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Grazie Paolo della tua riflessione, d&#8217;accordissimo con te sulle nostre responsabilità e sui nostri pregiudizi rispetto la vita che pensiamo di vivere. Trovare &#8220;pace&#8221; come dici tu non è cosa semplice, nulla credo sia semplice finchè lo si considera tale, provare e cercare di andare oltre ai nostri schemi forse ci potrà aiutare. Citando frasi storiche, Mao Tse Tung diceva:<br />
Un lungo cammino,inizia sempre con un piccolo passo. Aggiungo io&#8230;basta però iniziarlo!</p>
]]></content:encoded>
		
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		<title>
		Di: paolo		</title>
		<link>https://anatomyoga.it/meditare-nel-caos/#comment-1742</link>

		<dc:creator><![CDATA[paolo]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 05 Feb 2014 15:26:45 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Grazie Gaetano e Ulpiana. Anch&#039;io mi ritrovo spesso a pensare che sia sempre più complicato trovare &quot;pace&quot;.
Per usare le vostre belle parole, certamente la vita è trasformazione, dinamismo, ritmo, perfino caos. 
Ma è altrettanto certo che non è la vita in sé a costringerci e a limitarci (quando non ad abbatterci) ma il giudizio che ne abbiamo, il nostro modo di pensarla e di guardarla (Marco Aurelio diceva una cosa molto bella e profonda: &quot;Il mondo è trasformazione; la vita opinione&quot;). Per cui è vero quello che Gaetano dice riguardo il &quot;vivere il silenzio anche in mezzo al frastuono&quot;: non è infatti questione di più o meno rumore ma di cambiare il nostro sguardo &quot;facendo un passo indietro&quot;.
Poi come questo cambiamento, questo distacco, possa avvenire in pratica è tutto da scoprire e da sperimentare (anche grazie alla pratica yogica).]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Grazie Gaetano e Ulpiana. Anch&#8217;io mi ritrovo spesso a pensare che sia sempre più complicato trovare &#8220;pace&#8221;.<br />
Per usare le vostre belle parole, certamente la vita è trasformazione, dinamismo, ritmo, perfino caos.<br />
Ma è altrettanto certo che non è la vita in sé a costringerci e a limitarci (quando non ad abbatterci) ma il giudizio che ne abbiamo, il nostro modo di pensarla e di guardarla (Marco Aurelio diceva una cosa molto bella e profonda: &#8220;Il mondo è trasformazione; la vita opinione&#8221;). Per cui è vero quello che Gaetano dice riguardo il &#8220;vivere il silenzio anche in mezzo al frastuono&#8221;: non è infatti questione di più o meno rumore ma di cambiare il nostro sguardo &#8220;facendo un passo indietro&#8221;.<br />
Poi come questo cambiamento, questo distacco, possa avvenire in pratica è tutto da scoprire e da sperimentare (anche grazie alla pratica yogica).</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
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		<title>
		Di: gaetano		</title>
		<link>https://anatomyoga.it/meditare-nel-caos/#comment-1741</link>

		<dc:creator><![CDATA[gaetano]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 05 Feb 2014 11:18:32 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Grazie Ulpiana del tuo commento. Credo proprio che la nostra difficoltà sia, come dici tu, quella di poter credere che anche nel caos ci si possa rigenerare. Ascoltare il nostro corpo e ciò che ci lancia come segnale indicatore, potrebbe liberarci da tutte queste costrizione che nel tempo ci siamo creati.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Grazie Ulpiana del tuo commento. Credo proprio che la nostra difficoltà sia, come dici tu, quella di poter credere che anche nel caos ci si possa rigenerare. Ascoltare il nostro corpo e ciò che ci lancia come segnale indicatore, potrebbe liberarci da tutte queste costrizione che nel tempo ci siamo creati.</p>
]]></content:encoded>
		
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		<title>
		Di: u.		</title>
		<link>https://anatomyoga.it/meditare-nel-caos/#comment-1740</link>

		<dc:creator><![CDATA[u.]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 04 Feb 2014 21:21:23 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.studioequilibri.it/blog/?p=901#comment-1740</guid>

					<description><![CDATA[Bellissima riflessione!
Una prima sensazione che ho avuto è quella di rassegnazione di fronte all’idea che il caos è diventato “la normalità” del nostro quotidiano. Ma poi cerco di aggiungere un&#039;altra variabile: la dinamicità, ed ecco che il caos diventa una materia informe in piena evoluzione che attende solo un principio di ordine per poter generare qualcosa di nuovo. Forse la meditazione può aiutarci proprio a percepire e a scoprire il nostro senso di “ordine” che ci permette di rigenerarci e creare anche dal caos.  Quindi se è vero che il nostro quotidiano è cambiato, forse dobbiamo plasmare anche i nostri modelli di riferimento partendo proprio dalle nostre percezioni. Del resto l’evoluzione ci insegna che la specie che sopravvive è quella più ricettiva ai cambiamenti.
Ho concluso la mia lettura rifiutando il senso di rassegnazione, confidando nell&#039;inesauribile ispirazione che la vita in movimento ci offre e che purtroppo non siamo più abituati ad ascoltare!]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Bellissima riflessione!<br />
Una prima sensazione che ho avuto è quella di rassegnazione di fronte all’idea che il caos è diventato “la normalità” del nostro quotidiano. Ma poi cerco di aggiungere un&#8217;altra variabile: la dinamicità, ed ecco che il caos diventa una materia informe in piena evoluzione che attende solo un principio di ordine per poter generare qualcosa di nuovo. Forse la meditazione può aiutarci proprio a percepire e a scoprire il nostro senso di “ordine” che ci permette di rigenerarci e creare anche dal caos.  Quindi se è vero che il nostro quotidiano è cambiato, forse dobbiamo plasmare anche i nostri modelli di riferimento partendo proprio dalle nostre percezioni. Del resto l’evoluzione ci insegna che la specie che sopravvive è quella più ricettiva ai cambiamenti.<br />
Ho concluso la mia lettura rifiutando il senso di rassegnazione, confidando nell&#8217;inesauribile ispirazione che la vita in movimento ci offre e che purtroppo non siamo più abituati ad ascoltare!</p>
]]></content:encoded>
		
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