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	Commenti a: Meditate, gente, meditate	</title>
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	<description>Scuola biennale e corso annuale metodo AnatomYoga® per diventare insegnante di yoga</description>
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		<title>
		Di: gaetano		</title>
		<link>https://anatomyoga.it/meditategentemeditate/#comment-1635</link>

		<dc:creator><![CDATA[gaetano]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 24 Jan 2011 15:57:06 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Grazie Paolo e Cecilia dei vostri interventi. 

Negli anni, nella mie esperienze, nei miei conflitti ha spesso vinto la parte razionale, ma ora molto meno, cerco di essere qui e ora e di pensare in modo pieno; pieno è un lemma che mi piace molto, identifica un tutto che non sappiamo alle volte cogliere e che per non possiiblità o volontà non conosciamo. 

Il potenziale che abbiamo è davvero alto che alle volte ci spaventa e la paura positiva diventa subito negativa non dandoci modo di poter cogliere al meglio la realtà del sentire.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Grazie Paolo e Cecilia dei vostri interventi. </p>
<p>Negli anni, nella mie esperienze, nei miei conflitti ha spesso vinto la parte razionale, ma ora molto meno, cerco di essere qui e ora e di pensare in modo pieno; pieno è un lemma che mi piace molto, identifica un tutto che non sappiamo alle volte cogliere e che per non possiiblità o volontà non conosciamo. </p>
<p>Il potenziale che abbiamo è davvero alto che alle volte ci spaventa e la paura positiva diventa subito negativa non dandoci modo di poter cogliere al meglio la realtà del sentire.</p>
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		<title>
		Di: paolo		</title>
		<link>https://anatomyoga.it/meditategentemeditate/#comment-1634</link>

		<dc:creator><![CDATA[paolo]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 24 Jan 2011 15:01:17 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Giustissimo il richiamo di Cecilia all&#039;equilibrio...
Jung parlava della salute psichica come di un equilibrio (perennemente dinamico ed instabile) tra gli opposti che ci costituiscono, in particolare quello tra introversione ed estroversione... Entrambi gli estremi ci portano sulla strada della perdita di noi stessi.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Giustissimo il richiamo di Cecilia all&#8217;equilibrio&#8230;<br />
Jung parlava della salute psichica come di un equilibrio (perennemente dinamico ed instabile) tra gli opposti che ci costituiscono, in particolare quello tra introversione ed estroversione&#8230; Entrambi gli estremi ci portano sulla strada della perdita di noi stessi.</p>
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		<title>
		Di: cecilia		</title>
		<link>https://anatomyoga.it/meditategentemeditate/#comment-1633</link>

		<dc:creator><![CDATA[cecilia]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 24 Jan 2011 14:41:37 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[sense and sensibility, ragione e sentimento...non penso che tutto si riduca a questo; Hume sosteneva che la ragione è un mezzo per raggiungere ciò che desideriamo, anche questo è riduttivo nel contesto di un pensiero filosofico più ampio, però stabilisce un nesso : agisco consapevolmente rispondendo ad un desiderio, ad una spinta emozionale che nasce dentro di me. 
La chiave è dentro di noi, non all&#039;esterno. La nostra metà agognata, quella cosa che ci spinge ad una ricerca esasperante dell&#039;altro, nell&#039;altro, al di fuori di noi  si può concretizzare in una parola: aequus-libra , giusto peso, equilibrio...
bastare a stessi e cercare di conoscersi è un ottimo inizio per rivolgere lo sguardo agli altri. che ciò sia semplice per noi, abituati a sottomettere la sensitività  alla ragione e viceversa, è un altro discorso.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>sense and sensibility, ragione e sentimento&#8230;non penso che tutto si riduca a questo; Hume sosteneva che la ragione è un mezzo per raggiungere ciò che desideriamo, anche questo è riduttivo nel contesto di un pensiero filosofico più ampio, però stabilisce un nesso : agisco consapevolmente rispondendo ad un desiderio, ad una spinta emozionale che nasce dentro di me.<br />
La chiave è dentro di noi, non all&#8217;esterno. La nostra metà agognata, quella cosa che ci spinge ad una ricerca esasperante dell&#8217;altro, nell&#8217;altro, al di fuori di noi  si può concretizzare in una parola: aequus-libra , giusto peso, equilibrio&#8230;<br />
bastare a stessi e cercare di conoscersi è un ottimo inizio per rivolgere lo sguardo agli altri. che ciò sia semplice per noi, abituati a sottomettere la sensitività  alla ragione e viceversa, è un altro discorso.</p>
]]></content:encoded>
		
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		<title>
		Di: paolo		</title>
		<link>https://anatomyoga.it/meditategentemeditate/#comment-1632</link>

		<dc:creator><![CDATA[paolo]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 24 Jan 2011 11:04:24 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Penso che ognuno di noi (chi più chi meno) sia in grado di avvertire sulla propria pelle, data l&#039;educazione ricevuta e la cultura in cui viviamo, la preponderanza del &quot;lato sinistro&quot; descritta da Gaetano in questo Post. 
Chi è un po&#039; curioso sa che in altre culture, in particolare quelle orientali, l&#039;educazione al &quot;sentire&quot; viene considerata di fondamentale importanza. Molto più che da noi, che da questo punto di vista siamo mediamente (a comiciare da me) degli analfabeti.
Noi occidentali abbiamo sempre investito molto sul conflitto tra ragione ed emozione (lato sinistro-lato destro), non cogliendone la mutua compenetrazione, che fra l&#039;altro solo oggi gli psicologi stanno cominciando a studiare (ad es. il ruolo cognitivo delle emozioni). Questo ci ha deprivato di una facoltà essenziale al ben vivere: il &quot;sentire&quot; se stessi e gli altri anche a livello emotivo oltre che razionale. 
Noi tendiamo ad incasellare tutto all&#039;interno di rigidi schemi mentali logico-razionali, quando la realtà (a cominciare dal nostro corpo-mente) è terribilmente fluida ed impalpabile (i Koan zen ci insegnano proprio questo: l&#039;umiltà della ragione: http://it.wikipedia.org/wiki/Koan. La consapevolezza si raggiunge non solo &quot;conoscendo&quot; ma anche &quot;sentendo&quot; (con tutto il corpo).
Io senz&#039;altro confermo quello che Gaetano dice in conclusione del suo post: le Asana fanno bene perché tendono ad accendere quell&#039;armonia tra le nostre parti normalmente scisse. Sentire ciò che si conosce - conoscere ciò che si sente.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Penso che ognuno di noi (chi più chi meno) sia in grado di avvertire sulla propria pelle, data l&#8217;educazione ricevuta e la cultura in cui viviamo, la preponderanza del &#8220;lato sinistro&#8221; descritta da Gaetano in questo Post.<br />
Chi è un po&#8217; curioso sa che in altre culture, in particolare quelle orientali, l&#8217;educazione al &#8220;sentire&#8221; viene considerata di fondamentale importanza. Molto più che da noi, che da questo punto di vista siamo mediamente (a comiciare da me) degli analfabeti.<br />
Noi occidentali abbiamo sempre investito molto sul conflitto tra ragione ed emozione (lato sinistro-lato destro), non cogliendone la mutua compenetrazione, che fra l&#8217;altro solo oggi gli psicologi stanno cominciando a studiare (ad es. il ruolo cognitivo delle emozioni). Questo ci ha deprivato di una facoltà essenziale al ben vivere: il &#8220;sentire&#8221; se stessi e gli altri anche a livello emotivo oltre che razionale.<br />
Noi tendiamo ad incasellare tutto all&#8217;interno di rigidi schemi mentali logico-razionali, quando la realtà (a cominciare dal nostro corpo-mente) è terribilmente fluida ed impalpabile (i Koan zen ci insegnano proprio questo: l&#8217;umiltà della ragione: <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Koan" rel="nofollow ugc">http://it.wikipedia.org/wiki/Koan</a>. La consapevolezza si raggiunge non solo &#8220;conoscendo&#8221; ma anche &#8220;sentendo&#8221; (con tutto il corpo).<br />
Io senz&#8217;altro confermo quello che Gaetano dice in conclusione del suo post: le Asana fanno bene perché tendono ad accendere quell&#8217;armonia tra le nostre parti normalmente scisse. Sentire ciò che si conosce &#8211; conoscere ciò che si sente.</p>
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		<title>
		Di: gaetano		</title>
		<link>https://anatomyoga.it/meditategentemeditate/#comment-1631</link>

		<dc:creator><![CDATA[gaetano]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 21 Jan 2011 15:36:59 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Grazie a te Elisa! 

Namaste]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Grazie a te Elisa! </p>
<p>Namaste</p>
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			</item>
		<item>
		<title>
		Di: Elisa		</title>
		<link>https://anatomyoga.it/meditategentemeditate/#comment-1630</link>

		<dc:creator><![CDATA[Elisa]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 21 Jan 2011 14:15:07 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.studioequilibri.it/blog/?p=161#comment-1630</guid>

					<description><![CDATA[Molto bello questo articolo, mi ha preso..
Mi ha dato alcuni spunti su cui riflettere..o meglio...MEDITARE..
Appena mi ritaglierò un attimo di calma...lo farò..
Grazie Maestro]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Molto bello questo articolo, mi ha preso..<br />
Mi ha dato alcuni spunti su cui riflettere..o meglio&#8230;MEDITARE..<br />
Appena mi ritaglierò un attimo di calma&#8230;lo farò..<br />
Grazie Maestro</p>
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