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Tesina biennale AnatomYoga®

Aromaterapia olfattiva di regolazione e relazioni viscerali nello Yoga

Monica · Sede di Modena · 2022–2024

4

Capitoli

2

Gruppi sperimentali

9+

Aspetti percettivi valutati

Il contesto

Lo stress cronico e gli stili di vita sedentari della società contemporanea si riflettono frequentemente in disagi viscerali: gonfiore addominale, difficoltà digestive, reflusso, stipsi, stati colitici. Il sistema gastro-intestinale, densamente innervato dal sistema nervoso autonomo, rappresenta un terreno in cui tensioni emozionali si sedimentano spesso in modo inconsapevole, generando sintomi che l'approccio biomedico convenzionale fatica a risolvere nella loro complessità psicosomatica. Manca, nella pratica yoga corrente, un'integrazione sistematica tra stimolazione olfattiva, consapevolezza viscerale e lavoro sul respiro, capace di coinvolgere simultaneamente il piano fisiologico, quello percettivo e quello simbolico-ambientale.

L'approccio AnatomYoga®

Da questo assunto nasce il lavoro di Monica, maturato nell'ambito della formazione biennale AnatomYoga®. Il metodo AnatomYoga®, fondato sull'approccio neurocognitivo e multisensoriale alla pratica yogica, le ha fornito le competenze per progettare un intervento che integra conoscenza anatomica del territorio viscerale, fisiologia del respiro, biomeccanica degli āsana in torsione e chimica degli oli essenziali, entro una cornice in cui la tradizione yogica e la ricerca scientifica si alimentano reciprocamente.

Lo studio sul campo

Lo studio ha previsto la progettazione e conduzione di due lezioni distinte. La prima, presso la scuola AnatomYoga di Modena, ha integrato aromaterapia e yoga viscerale con focus bio-psicologico: Mahat prāṇāyāma, Viloma prāṇāyāma, Bhastrikā prāṇāyāma, automassaggio addominale con maggiorana (parasimpatico-tonica e mimetica), āsana in torsione come Ardha Matsyendrāsana e Parivrtta Utkatāsana, attivazione di Uḍḍīyāna bandha e Mūla bandha, con attenzione alla modulazione delle correnti prāṇa vāyu e Apāna vāyu e alla loro inversione verso Samāna vāyu. La seconda, presso l'associazione Ubuntu di Castello d'Argile, ha ampliato la prospettiva aggiungendo la dimensione socio-ambientale: lavoro di gruppo in Vṛkṣāsana, triade aromaterapica timo-camomilla-limone scandita nelle fasi simboliche di pulizia, riparazione e preservazione, meditazione con ascolto olfattivo e stimolazione dei marma Talahṛdaya. Al termine di ciascun incontro, i partecipanti hanno compilato un questionario percettivo su scala 0-5, confrontando la pratica yoga senza aromaterapia con quella integrata.

I risultati

I risultati evidenziano che in entrambi i gruppi la pratica con aromaterapia ha prodotto punteggi percettivi superiori su tutti gli aspetti indagati: equilibrio emotivo, ampiezza del respiro, concentrazione, percezione corporea, leggerezza mentale, permanenza nell'āsana, libertà artro-muscolare. Per la quiete interiore e la libertà viscerale il differenziale è risultato minore, dato che Monica interpreta come conferma della natura sottile dell'aromaterapia, il cui impatto organico viscerale richiede pratica prolungata e maggiore consapevolezza addominale, mentre l'effetto su respiro, stato emotivo e tono artro-muscolare si manifesta in modo più immediato. Il gruppo Ubuntu ha mostrato in aggiunta un incremento significativo di empatia con i compagni e di senso di appartenenza all'ambiente naturale, confermando il valore della dimensione socio-ambientale nella pratica.

Limiti e prospettive

Lo studio riconosce i limiti di un campione ridotto e di una valutazione basata sul percepito soggettivo, ma apre una prospettiva concreta: l'aromaterapia olfattiva regolatoria, integrata allo yoga viscerale con approccio neurocognitivo, può costituire uno strumento efficace per rieducare la consapevolezza addominale e modulare risposte autonomiche, emozionali e relazionali, rispondendo ai bisogni dei praticanti contemporanei nel solco degli insegnamenti della tradizione.