Tutti gli abstract

Tesina biennale AnatomYoga®

Il Tempo, Kāla

Anna · Sede di Modena · 2023–2025

23

Pagine

9

Concetti yogici

2

Anni di percorso

Il contesto

Il tempo è il filo conduttore di questa tesina, indagato nella sua doppia natura: dimensione oggettiva scandita dall'orologio e dimensione interiore, soggettiva, accessibile attraverso la pratica yogica. Anna parte da una constatazione tanto comune quanto raramente analizzata in profondità: nella vita quotidiana il tempo viene subìto, compresso dai ritmi lavorativi e familiari, fino a generare una percezione cronica di insufficienza. La tradizione yogica offre una prospettiva radicalmente diversa, condensata nel concetto sanscrito di kāla: il tempo non come grandezza lineare ma come qualità dell'esperienza, modulabile attraverso il respiro e la percezione corporea.

L'approccio AnatomYoga®

Il lavoro nasce dall'esperienza personale dell'autrice all'interno del percorso biennale AnatomYoga®, che le ha fornito gli strumenti per rileggere il proprio rapporto con il tempo attraverso l'integrazione di anatomia, consapevolezza corporea e filosofia yogica. L'ingresso nella formazione coincide con un evento traumatico, una frattura del polso, che impone fin da subito un confronto con il limite fisico e con la necessità di ridefinire il concetto di tapas (disciplina) non come rigidità performativa ma come capacità di discriminare tra dolore reale e disagio, tra prudenza e resistenza al cambiamento. In questo passaggio si manifesta il principio di Ahiṃsā, la non violenza verso sé stessi, primo degli yama, qui declinato come gentilezza nell'accogliere una condizione fisica temporanea.

Il percorso formativo

L'autrice ripercorre le tappe del proprio cammino mettendo in relazione i concetti di abhyāsa (pratica costante), vairagya (non attaccamento) e saṅkalpa (intenzione consapevole) con l'esperienza vissuta sul tappetino e trasferita nella vita quotidiana. Il passaggio dall'energia prevalentemente yang, centrifuga e orientata all'azione esterna, a una progressiva riscoperta della dimensione femminile e introspettiva viene descritto con lucidità e senza retorica. Particolarmente significativa la riflessione sulle fasi di stallo, riconosciute non come regressione ma come tempo necessario di integrazione, in analogia con la struttura stessa di una pratica yoga: preparazione graduale, fase dinamica centrale, rilassamento finale per assimilare i benefici.

Dalla pratica all'insegnamento

Il lavoro si estende alla dimensione dell'insegnamento, affrontata come naturale evoluzione del percorso formativo. Anna descrive il passaggio dal guardare al vedere l'allievo, un'elaborazione cognitiva che implica presenza, relazione e capacità di adattare la pratica alle condizioni individuali. L'uso consapevole del linguaggio, la modulazione del tono, il rispetto dello spazio energetico ed emotivo dell'altro emergono come competenze maturate attraverso la formazione AnatomYoga® e il suo approccio incarnato all'anatomia.

Le conclusioni

La tesina si chiude con una riflessione sulla natura del tempo come coscienza: non la durata ma l'energia che permane, non la quantità ma la qualità della presenza. Un contributo che intreccia esperienza personale, principi della tradizione yogica e consapevolezza corporea in una sintesi coerente e autentica.