Si ritiene che il trasverso dell’addome svolga un ruolo primario nella stabilizzazione attiva della regione lombo-pelvica, comprime i visceri durante il torchio addominale, impedisce la protrusione della parete addominale, interviene in modo indipendente su ogni gesto articolare. Secondo uno studio di P.W Hodges, il traverso dell’addome e gli altri muscoli addominali sarebbero in grado di …
Si ritiene che il trasverso dell’addome svolga un ruolo primario nella stabilizzazione attiva della regione lombo-pelvica, comprime i visceri durante il torchio addominale, impedisce la protrusione della parete addominale, interviene in modo indipendente su ogni gesto articolare. Secondo uno studio di P.W Hodges, il traverso dell’addome e gli altri muscoli addominali sarebbero in grado di attuare delle risposte posturali anticipatorie.
Viene definito un muscolo prettamente espiratorio. Altresì, nella mia accezione lo definisco respiratorio, quindi anche inspiratorio, ma prima di esporre le mie motivazioni, è necessario capire il funzionamento di questo muscolo trasverso dell’addome.
Un breve accenno anatomico
Esso è una sottile lamina situata profondamente all’obliquo interno, formata da fibre a decorso orizzontale.
Origina:
Dalla superficie interna delle ultime sei cartilagini costali, interdigitandosi con le inserzioni del diaframma
Dalla fascia toracolombare
Dai due terzi anteriori della cresta iliaca
Dai due terzi laterali del legamento inguinale
Origine trasverso dell’addome
Si inserisce:
Sul processo xifoideo
Sulla linea alba e sulla sinfisi pubica
Inserzioni trasverso dell’addome
Un breve accenno fisiologico
Il trasverso dell’addome non produce alcun movimento del tronco, la sua azione stabilizzatrice si espleta attraverso uno stato di “tenuta” spesso involontario, che crea di riflesso una leggera compressione assiale a livello delle articolazioni intervertebrali, limitando in questo modo le forze di scivolamento tra i piani vertebrali e conferendo stabilità su tutti i piani di movimento. Tale compressione avviene attraverso il reclutamento e la contrazione dei muscoli profondi della colonna vertebrale, i multifidi e i rotatori brevi.
Ad oggi non si conoscono in modo assoluto i meccanismi con cui esso svolge questa funzione di stabilizzatore. Una delle ipotesi più convalidate riconduce al termine inglese “stiffness”.
Stiffness tradotto significa “rigidità”. E qui si evidenzia nuovamente una assoluta analogia tra i due termini, uno recente e uno antico:
Bandha che tradotto dal Sanscrito viene tradotto in vari modi; fermare, chiudere, bloccare, stringere e serrare
Stiffness che appunto tradotto significa rigidità, tenuta
I due significati si sposano perfettamente dando un senso, fisiologico, al già presente significato spirituale ed energetico del termine Bandha.
Quindi maggiore sarà l’attivazione di un muscolo, in questo caso del trasverso, maggiore sarà lo stiffness, del muscolo stesso e delle articolazioni che esso attraversa. Per cui, la capacità di aumentare lo stiffness delle articolazioni intervertebrali della intera colonna vertebrale (che detta così sembrerebbe un contro senso rispetto alla filosofia Yogica che prevede mobilità su tutti i piani e gli aspetti) attraverso il controllo in tenuta del trasverso dell’addome, consente di controllare i cedimenti e le forze di taglio che incorrono sotto carico e durante un movimento, inducendo un aumento della stabilità articolare.
Perciò, quando in un Asana si applica il controllo del trasverso dell’addome (Uddiyana Bandha) si crea un iniziale stato di “rigidità”, che attraverso il permanere nell’Asana, si trasforma nell’esatto opposto, donando mobilità sui piani articolari e muscolari molto profondi.
La contrazione volontaria e non, del trasverso dell’addome determina un aumento della pressione intraddominale, producendo una forza direzionata posteriormente sul culmine della lordosi lombare favorendo in questo modo:
In stazione eretta, un giusto “riposizionamento” della massa viscerale, attraverso la respirazione profonda diaframmatica, per esempio in Tadasana
In stazione flessa, contribuisce al controllo dei cedimenti in flessione di tutto il tratto lombare, per esempio in Padattonasana
In torsione, evita il potenziale carico bio meccanico che si crea a livello di ogni articolazione posta in carico torsivo, per esempio in Parsvankonasana
In estensione, frena il carico concentrico della muscolatura posteriore della schiena, per esempio in Ustrasana
Relazioni dirette del trasverso dell’addome nei confronti di alcune Asana
Trasverso non tenuto in Ustrasana
Negli esempi qui illustrati in Ustrasana si evidenzia come, figura sopra, una non tenuta del trasverso dell’addome possa provocare un avvicinamenteo delle apofisi spinose vertebrali provocando potenziali pericoli alle stesse, mentre, nella figura sotto si vede molto chiaramente come la sua tenuta permetta di mantenere una giusta posizione fisiologica delle apofisi spinose vertebrali, senza provocare nessun potenziale danno meccanico.
Trasverso in tenuta in Ustrasana
Negli esempi qui illustrati in Ustrasana si evidenzia come, figura sopra, una non tenuta del trasverso dell’addome possa provocare un avvicinamenteo delle apofisi spinose vertebrali provocando potenziali pericoli alle stesse, mentre, nella figura sotto si vede molto chiaramente come la sua tenuta permetta di mantenere una giusta posizione fisiologica delle apofisi spinose vertebrali, senza provocare nessun potenziale danno meccanico.Negli esempi qui illustrati in Ustrasana si evidenzia come, figura sopra, una non tenuta del trasverso dell’addome possa provocare un avvicinamenteo delle apofisi spinose vertebrali provocando potenziali pericoli alle stesse, mentre, nella figura sotto si vede molto chiaramente come la sua tenuta permetta di mantenere una giusta posizione fisiologica delle apofisi spinose vertebrali, senza provocare nessun potenziale danno meccanico.Negli esempi qui illustrati in Ustrasana si evidenzia come, figura sopra, una non tenuta del trasverso dell’addome possa provocare un avvicinamenteo delle apofisi spinose vertebrali provocando potenziali pericoli alle stesse, mentre, nella figura sotto si vede molto chiaramente come la sua tenuta permetta di mantenere una giusta posizione fisiologica delle apofisi spinose vertebrali, senza provocare nessun potenziale danno meccanico.
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Comments
Hripsime
Bellissimo articolo! Mi ritrovo in tutto e lo condividerò!
Gaetano
Grazie a te per la condivisione.
Eleonora
Appunti di studio molto utili per capire a pieno l’utilità dell’attivazione di Uddiyana durante la pratica! Grazie
Nina Holubiwska
Bellissimo articolo, molto chiaro e utile anche per insegnante di Pilates. Grazie per impegno!
Gaetano
Grazie Nina del commento, vieni a visistarci più spesso, può darsi che qualcosa ti possa ancora essere utile, cercaci anche su instagram anatomyoga 🙂